Alle preliminari considerazioni, emerse dallo
studio cartografico e delle foto aeree, sono stati associati perforazioni con trivella da pedologo (per un totale di
circa 250). La trivella è dotata di una punta con camera di campionamento e permette di estrarre piccole carote di terreno dalle quali è possibile analizzarne le caratteristiche e stabilire una macrostratigrafia preliminare
del sottosuolo. Gli strati vengono individuati attraverso diversi criteri analitici: differenza di colore, tessitura e scheletro (metodo ampiamente diffuso per lo studio di diversi abitati dell'età del Bronzo nella Regione).
E' stata impostata una griglia orientata secondo la parcellizzazione agricola. Ogni sondaggio è stato documentato
con foto e catalogato attraverso la compilazione di una scheda informativa nella quale vengono indicati, oltre
le profondità rispetto al piano di campagna dei vari strati riconosciuti, con relativa descrizione litologica.
Tutti i dati sono stati trattati con software di gestione e modellazione geologica (
Rockworks2006) per la
realizzazione di modelli tridimensionali stratigrafici (per macrofasi) del deposito, con la possibilità di
realizzare sezioni, profili e slice di tutta l'area investigata.
Da un punto di vista preliminare, i sondaggi effettuati hanno evidenziato la presenza costante dello strato di arativo, fino a 40-50 cm dal p.c., la cui matrice, come variabile da limo-argillosa a limo-sabbiosa a seconda delle aree in cui veniva estratto il campione, risulta fortemente interessata da materiale archeologico di diversi periodi (comprendendo frammenti ceramici dell’età del Bronzo e laterizi), ad indicare che le arature hanno intaccato radicalmente il livello più superficiale del deposito archeologico.
Al di sotto dell’arativo si sono potuti isolare, fino ad ora, alcuni
aspetti macrostratigrafici degni di nota.
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