Questi elementi, seppur preliminari e incompleti, possono suggerire alcune considerazioni:
- il deposito archeologico conservato, riferibile all’età del Bronzo, si trova uniformemente ad una profondità di 60-70 cm circa dal piano di campagna;
- l’abitato non occupa l’intera area interessata dalla dispersione superficiale del materiale archeologico, ma che in realtà si concentra in diversi nuclei sparsi. Alla luce dei dati ricavati dalle trivellazioni potremmo ipotizzare l’esistenza di 3 nuclei insediativi che chiameremo ZONA A, ZONA B, ZONA C,
- il nucleo del villaggio nella ZONA C è collocato su di un dosso esposto (probabile paleodosso di Bagnara).
- alcuni nuclei sono lambiti da corsi d’acqua, la cui genesi naturale o artificiale non è ancora determinata.
- dalle raccolte di superficie, l’area antropizzata sembrebbe estendersi anche ad ovest della ZONA C, facendo pensare ad un’ulteriore area di abitato (ZONA D).
Questi canali o rami fluviali sono determinati dalla presenza di tracce di argine, individuati nelle sezioni delle trincee (1, 8, 10, 12, 14) e dalla presenza di depositi profondi sabbiosi o limo-sabbiosi di origine fluviale: per esempio, tracce di argine individuano la presenza di un ramo fluviale che lambisce la ZONA C sul versante sud.
Note ed elaborazioni di
Fabio Michinelli
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