< May 2012 >
SunMonTueWedThuFriSat
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031

LICENZA

Creative Commons License

Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons.

Bronzo Medio

Al Lavagnone la media età del Bronzo è l'epoca più ampiamente documentata. Materiali riferibili al BM si raccolgono lungo tutta la parte nord-orientale del bacino fino allo scavo del settore A e poi anche lungo la parte sud-orientale, ma precisi dati di scavo provengono per ora solo dai settori A, C e B.

Nel settore A non vi è interruzione di continuità abitativa tra il BA II (Lav. 4) e il BM I (Lav. 5 e 6), cos? come avviene anche a Fiavé zona 2 con la sequenza Fiavé 3-4-5. All'abitato su bonifica del Lav. 4 succede un abitato all'asciutto. L'area indagata ha un'estensione di circa 80 mq. Il deposito archeologico riferibile alla media età del Bronzo ha una potenza intorno ai 30-40 cm ed è coperto direttamente dal terreno agrario. E' stata riconosciuta un'alternanza tra livelli di limo bruno-grigiastro, di consistenza friabile e ricchi di reperti ceramici e faunistici, e livelli di limo giallo di consistenza più compatta e poveri di resti culturali. Tale alternanza ha rappresentato una guida per l'individuazione di due fasi di occupazione, entrambe riferibili al momento iniziale della media età del Bronzo (BM I). Ciascuna fase risulta costituita da un livello antropico di limo grigio, frutto della frequentazione del sito, e da un sottostante livello di limo giallo che pu? invece essere interpretato come traccia degli elementi strutturali e del loro deterioramento. I dati strutturali conservatisi sono relativamente modesti, poiché se in fase di scavo sono state riconosciute sul terreno numerose buche di palo che, in entrambe le fasi di frequentazione, risultano concentrate in determinate aree, non sono stati individuati significativi allineamenti né tipologie abitative.

Il complesso ceramico è collocabile nella fase iniziale della media età del Bronzo (BM I), di cui l'ansa ad ascia è il fossile guida. Lo stesso quadro è offerto dalla parte superiore del deposito archeologico nel settore C, mentre nel settore B materiali del BM I si ritrovano soltanto in deposizione secondaria.

In un momento di passaggio dal BM I al BM II A l'abitato, abbandonata la parte più prossima al centro del bacino (settori A e C), si sposta verso la sponda orientale (settore B), dove viene costruita una casa a pianta rettangolare direttamente sul suolo. Il terreno era stato precedentemente bonificato con una serie di gettate di limo e di materiali di scarico comprendenti ceramiche, ossi animali e rifiuti. Questi materiali hanno restituito un complesso ceramico cronologicamente omogeneo e inquadrabile nel BM I. Lo scopo della bonifica era duplice: da una parte livellare il terreno in un punto in cui è leggermente in declivio, dall'altra migliorare l'isolamento dall'umidità in un momento in cui sembra essersi verificata una risalita del livello delle acque.

La casa del settore B, orientata NE-SW, lunga circa 13 m aveva una larghezza superiore ai 4,5 m, ma non più determinabile con precisione poiché il lato nord-occidentale era già stato asportato dai lavori di sistemazione agraria del terreno. Il lato corto nord-orientale è chiaramente riconoscibile per una canalina di fondazione e una concentrazione di concotti, mentre l'opposto lato corto sud-occidentale è definito da un allineamento di buche di palo. Un altro allineamento di nove buche di palo permette di individuare il lato lungo sud-orientale. Un'altra serie di pali forma un allineamento interno all'abitazione, in asse con il focolare, rinvenuto in condizioni relativamente buone di conservazione: circondato da pietre, aveva un vespaio costituito da grossi frammenti ceramici.

I pali avevano la funzione di sostenere il tetto e l'intelaiatura dell'alzato, le pareti dovevano essere costruite secondo la tecnica dell'incannucciato: un graticcio di canne e ramaglie sostenuto dai pali era rivestito di un intonaco limoso-argilloso. Il pavimento sembra essere stato coperto da un assito ligneo che in alcuni tratti si è parzialmente conservato. Il legno utilizzato per la costruzione della casa è risultato essere di frassino (Fraxinus excelsior). Le strutture di fondazione della casa erano ricoperte da uno strato ricchissimo di carboni di legna, di resti di elementi lignei carbonizzati e di ceramica spesso deformata dal calore; è evidente quindi che la casa è stata distrutta da un incendio che ha permesso la conservazione in situ dei materiali.

All'interno della casa sono state rinvenute tre macine, fusarole e pesi da telaio, alcuni manufatti in osso, corno e selce oltre naturalmente a numerose ceramiche; una concentrazione di dodici vasetti miniaturistici presso il focolare suggerisce una funzione cultuale della microceramica.

Le unità stratigrafiche che ricoprono i resti della casa incendiata sono state fortemente intaccate dai lavori agricoli che hanno portato alla quasi totale obliterazione delle fasi del BM avanzato e del BR. Le raccolte di superficie, comunque, dimostrano che tutte le fasi del BM erano ben rappresentate al Lavagnone. Un piccolo ma significativo complesso di ceramiche del BM II B è venuto alla luce in un limitato saggio di scavo effettuato da R. Perini a ca. 40 m a est del settore A. È possibile, quindi, che il BM II B sia meglio conservato ad est dei settori di scavo attualmente aperti.

Commenti

no comments

ACCESSO AL SISTEMA

UTENTI CONNESSI

  • Googlebot
  • 1 ospite