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Struttura dell'abitato

L'ubicazione del Forcello facilitava certamente le comunicazioni per via fluviale, ma lo esponeva anche al rischio di eventi alluvionali. Per difendersi da questo pericolo l'abitato fu circondato da un terrapieno. Tracce vistose di questa struttura sono conservate lungo il lato N-W dell'abitato; gi? dalle prospezioni geofisiche fu evidente l'esistenza di un limite netto dell'abitato, indicata dall'assenza di anomalie in una fascia di terreno della lunghezza di 320 m, orientata NE-SW, a cui faceva riscontro l'improvvisa cessazione del deposito antropico e a cui corrispondeva ancora una piccola scarpata morfologica. Lo scavo del settembre 1982 ha mostrato che un primo terrapieno fu costruito con argilla compatta su terreno vergine: largo alla base 5 m e conservato per un'altezza massima di 1,5 m, si prolungava sulla fronte con una piattaforma lunga 3 m ed era rinforzato lungo la fronte verticale da una palizzata lignea, mentre il lato interno era obliquo. Verso la fine del VI o all'inizio del V secolo a.C. si verific? una prima esondazione, cui si deve la deposizione di uno strato di sabbia fine sul lato interno del terrapieno. A seguito di questo episodio la struttura fu rinforzata con la costruzione di una seconda palizzata sulla sommit? del terrapieno.

Un nuovo, pi? importante episodio esondativo si verific? verso il 470 a.C., quando fu allagata una vasta area del settore N-W dell'abitato, dove venne depositato uno strato di sabbia di 60 cm. Fu allora costruito un secondo terrapieno, probabilmente in mattoni crudi, a 33 m di distanza dal primo, verso l'interno dell'abitato, in posizione pi? elevata di un metro rispetto al terreno vergine per l'accumularsi delle stratificazioni antropiche. Il terrapieno del lato N-W doveva avere una lunghezza di 350 m a giudicare dalle tracce riconoscibili attraverso la prospezione geofisica e la stessa morfologia del terreno.

Anche lungo i lati E e W dell'abitato la morfologia ondulata del terreno fa supporre che anche qui l'abitato fosse protetto da un terrapieno. Solamente per il lato S-E manca qualsiasi indizio. Le prospezioni geofisiche hanno messo in risalto zone d'intense anomalie del campo magnetico, risultate all'atto dello scavo concentrazioni di materiali archeologici; appare abbastanza chiaramente che le anomalie nella parte N-W dell'area indagata si dispongono a blocchi orientati in direzione NW-SE e quindi paralleli e ortogonali rispetto al terrapieno N-W. Lo scavo ha in effetti messo in luce che, almeno a partire dal secondo quarto del V sec. a.C. (fase C), all'abitato fu data una struttura ortogonale, disponendo le case allineate lungo un grande asse di attraversamento dell'intero abitato, largo 15 m, al cui centro correvano appaiati due canali che dovevano fungere da collettori di tutte le canaline di scolo e di drenaggio delle abitazioni. Lungo il loro percorso, almeno per il tratto indagato, corre una doppia serie di buche per grossi pali che dovevano avere la funzione di consolidamento del terreno e probabilmente anche quella di sostegno di un porticato.

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