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Ceramica attica

Grandi quantit? di ceramica attica sono venute alla luce sia nelle raccolte di superficie che negli scavi. Nei settori R-S 17-19, oggetto di indagine sistematica dal 1983, ma che solo su poco pi? di 100 m2 si ? spinta fino ai livelli del VI secolo a.C., i frammenti di ceramica attica ammontano a migliaia. La maggior parte proviene da aree di scarico poste tra le diverse strutture d'abitato, da strati di bonifica, stesi per rialzare e livellare la superficie su cui ricostruire le abitazioni e da riempimenti di strutture negative come canaline di fondazione e buche di palo. In questi casi la ceramica attica ? stata rinvenuta in giacitura secondaria e lo stato di conservazione ? fortemente lacunoso, mentre nei livelli di incendio delle fasi C e F e in minor misura in quelli riferibili ai piani d'uso delle fasi D ed E si trovava in giacitura primaria e in condizioni frammentarie ma sovente ricomponibili.

Allo stato attuale degli studi non ? ancora possibile effettuare analisi quantitative sulle ceramiche attiche dei settori R-S 17-19, un dato che quando in futuro sar? disponibile, permetter?, estrapolandolo, di stimare l'entit? del flusso di ceramiche attiche pervenute al Forcello nel corso dei circa 150-160 anni della sua esistenza. Infatti, le ceramiche attiche si incontrano in abbondanza fin dagli strati pi? antichi e nello stesso tempo l'esperienza delle raccolte di superficie dimostra la sua presenza in tutti i settori dell'abitato.

La maggior parte delle ceramiche attiche del Forcello sono a semplice vernice nera, ma abbondano anche quelle a figure nere e a figure rosse. Le fogge pi? frequenti sono la kylix e lo skyphos, ma tutte le principali classi vascolari della ceramica greca sono documentate: cratere, anfora, pelike, olpe, kantharos, ciotola e small bowl, "saliera", piatto su piede a stelo, piatto, lekythos, lekanis.

Dalle fasi pi? antiche finora indagate provengono frammenti di coppe a fascia (band cups) a figure nere dei Piccoli Maestri, con fregio di giovani cavalieri al galoppo, databili al terzo quarto del VI secolo a.C., e frammenti di coppe tipo Droop (ca. 530-520 a.C.). Dal vespaio del focolare della fase G proviene una lekythos a f.n. del "gruppo del Gallo", con scena di duello tra due guerrieri armati di elmo, corazza, scudo e lancia, a cui assistono ai lati due personaggi stanti avvolti in un mantello.

Il livello di incendio della fase F ha restituito importanti reperti di ceramica attica a f.n. della fine del VI secolo a.C.: una lekythos della classe di Atene 581, frammenti di un'altra lekythos con figura di oplita, una kylix ad occhioni con figura di leprotto saltellante, frammenti di uno skyphos della Heron Class e di un vaso di forma chiusa di grandi dimensioni con figura di guerriero con elmo.

La classe delle floral band cups ? ben documentata con diversi esemplari provenienti dalle fasi G e F i pi? antichi (ultimo quarto del VI) e dalle fasi E-D-C i pi? recenti (primo e secondo quarto del V secolo).

Ceramica a figure nere proviene anche da aree di scarico di rifiuti e da strati di bonifica, come un frammento di anfora (o altro vaso di forma chiusa) con le zampe anteriori dei cavalli di una quadriga e la gamba con schiniere di un oplita stante, databile all'ultimo quarto del VI secolo; l'orlo di una kylix del Leafless Group (ca. 490 a.C.) con figura di cavallo preceduto da Dioniso avvolto in un mantello; i frammenti di una coppa con scene di combattimento all'esterno e figura di gallo con tralci di vite all'interno; i frammenti di uno skyphos del gruppo di Haimon (ca. 490 a.C.) con figura di Herakles che afferra il leone.

Frammenti di kylikes a figure rosse di et? arcaica, databili alla fine del VI secolo, provengono dalla fase E. Di una si conserva parte del tondo interno con figura di levriero al guinzaglio. Di un'altra, forse attribuibile al proto-Panaitios, rimane un frammento del tondo con figura di arciere scita colto nel momento in cui sta per incoccare la freccia. Di una terza abbiamo un lacerto del tondo interno con testa di guerriero con elmo provvisto di grande lophos. Un piccolo frammento del tondo di un'altra coppa con testa di giovane con ghirlanda d'alloro, forse del pittore di Hermaios, proviene dagli scarichi tra le case dei settori R 18 e S 17-18.

Tra i pittori tardo arcaici ? documentato Makron con un'opera tarda, datata verso il 480 a.C., una kylix di cui sopravvivono pochi frammenti con scena di corteggiamento sul lato esterno. Agli inizi dell'et? classica (early classic, secondo quarto del V secolo) risalgono alcuni frammenti ricollegabili alla fase C ed altri, ben pi? numerosi, provenienti dagli scarichi o dalle raccolte di superficie. Fra questi ricordiamo un frammento di coppa con parte superiore di figura maschile barbuta, nuda, con braccio teso che regge il mantello, attribuibile ad Hermonax (470-460 a.C.); un altro con busto di giovane nudo visto di tre quarti, del pittore di Tarquinia (o vicino al p. di T.) (secondo quarto del V secolo); i frammenti di una coppa con figura di satiro calvo e barbuto (secondo quarto del V secolo); una kylix con figura di komastes che accenna a un passo di danza (ca. 460 a.C.); una kylix con figura di armaiolo seduto e di guerriero in posizione stante (ca. 460-450 a.C.); diversi frammenti di cratere, fra cui tre ricongiunti con scena di duello su un eroe caduto sono attribuibili alla suola del pittore dei Niobidi (ca. 460 a.C.).

Ceramiche attiche figurate dell'et? classica sono state scoperte in contesti della fase B o pi? numerose negli scarichi, nei riempimenti e nelle raccolte di superficie: alcune coppe con figure di giovani ammantati attribuibili a seguaci del pittore di Pentesilea e databili verso il 440 a.C., frammenti di coppe e di skyphoi con figure di menadi con tirso, satiri, giovani atleti con strigile e giovani banchettanti Tre frammenti ricongiunti di una coppa mostrano sul lato esterno un giovane seduto intento a suonare il barbiton, mentre un personaggio avvolto in un mantello si avvicina da dietro (met? V secolo). Un frammento di cratere, opera del pittore di Kleophon, mostra un giovane nudo incoronato d'alloro rivolto verso sinistra (430 a.C.).

Nei livelli delle fasi pi? recenti della vita dell'abitato sono stati rinvenuti numerosi frammenti di kantharoi di tipo Saint Valentin e di skyphoi a civetta.

Molte ceramiche figurate, rinvenute negli scarichi o nelle raccolte di superficie, si datano alla fine del V o agli inizi o al primo quarto del IV secolo. Il pezzo pi? recente ? uno skyphos, parzialmente ricostruito, del gruppo del ragazzo grasso.

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