Il Lavagnone è una delle tante piccole conche lacustri di origine glaciale che caratterizzano il paesaggio dell'ampio anfiteatro che chiude la parte meridionale del Garda. Ubicato poco più di 3 km a sud di Desenzano, è delimitato da colline moreniche: i rilievi lungo il lato orientale risalgono all'ultima glaciazione (Würm), mentre i rilievi sugli altri lati sono costituiti da materiale morenico depositatosi, secondo S. Venzo, durante la penultima glaciazione (Riss) o, come ritiene M. Cremaschi, durante uno stadio dell'ultima glaciazione (Würm).
Il lago postglaciale
Nei primi tempi postglaciali il Lavagnone era interamente occupato da un lago,
la cui linea di riva è riconoscibile nella scarpata morfologica che delimita il bacino. Numerosi reperti litici raccolti lungo le sponde stimoniano frequentazioni da parte di gruppi mesolitici castelnoviani ed insediamenti neolitici: microliti di selce scheggiata, alcuni dei quali risalenti al Mesolitico recente, e romboidi, grattatoi, cuspidi foliate e altri strumenti in selce del Neolitico antico e tardo. Non si hanno, invece, materiali databili con sicurezza all'età del Rame.
Nel corso dei successivi millenni il lago si è progressivamente ridotto
di estensione e lungo la nuova fascia spondale, arretrata di ca. 40 m rispetto alla precedente, si sono formate delle torbe prevalentemente del tipo Gyttja e Gyttja calcarea, della potenza variabile da 20 cm fino a oltre 1 m a mano a mano che ci si allontana in direzione del centro del bacino. Verso la fine del III millennio a.C. furono fondati al Lavagnone i primi villaggi palafitticoli da parte di gruppi della cultura detta di Polada, che prediligevano l'insediamento in ambienti umidi.
L'età del Bronzo
Durante tutto l'arco dell'età del Bronzo, fino alla fine del Bronzo Recente, il Lavagnone è stato sede di insediamenti umani di tipo palafitticolo, su bonifica o all'asciutto, dislocati in diversi punti del bacino, ma prevalentemente lungo la sua parte orientale e sud-orientale. Dopo l'età del Bronzo, verso il IX-VIII secolo a. C., con l'inizio del periodo climatico Subatlantico, caratterizzato, pur con fasi alterne, da temperatura in leggera diminuzione e umidit? in aumento, il Lavagnone si è trasformato definitivamente in una torbiera.
Il toponimo stesso, Lavagnone, documenta la natura del luogo: Lavagno, Lavagnone, Lavaggio in Lombardia e Veneto e Lavacchio e Lavaccio in Toscana (<*Lavaclum) sono toponimi che significano "bacino d'acqua", "luogo umido",
"abbeveratoio".
Commenti
no comments