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Scavi al Forcello

Il Forcello di Bagnolo S. Vito, 6 km a sud-est di Mantova, è un dosso di forma allungata, che si estende per circa 1 km in direzione N-NW/S-SE. Ancora agli inizi del XX secolo l'aspetto del sito era diverso da quello attuale: i lavori agricoli hanno causato il progressivo spianamento del dosso e le arature condotte in profondità hanno inciso ed eroso la sommità del deposito archeologico, obliterando quasi completamente i resti delle ultime fasi di vita. Nella parte centrale del sito, in un'area di circa 30.000 mq, i depositi sono più potenti, da 100 a 180 cm. Ai margini di quest'area la potenza decresce in maniera irregolare e dalla mappa delle prospezioni risultano evidenti due fasce sterili, ubicate l'una a NW e l'altra a SW; qui i resti di stratificazione archeologica tendono a diradarsi e subentrano strati limosi e torbosi, indizio di un antico corso d'acqua.

La modesta culminazione morfologica (16,6 m s.l.m.) si trova all'interno della valle fluviale del Mincio, dal cui paleoterrazzo è separata, verso ovest, da un avvallamento largo soltanto 200 m, mentre verso est è circondata da ampie bassure fluviali. Da documenti antichi risulta che in età medievale quest'area depressa era occupata da un piccolo lago formato dal Mincio: se la situazione idrografica fu simile a quella medievale anche in età preromana, potremmo affermare che l'abitato del Forcello sorgeva su un'isola, all'interno di un bacino lacustre-fluviale lungo quasi 10 km in cui si espandevano le acque del Mincio. Coloro che s'insediarono al Forcello contarono sul fatto che la particolare ubicazione avrebbe facilitato le comunicazioni via acqua e reso possibile l'utilizzo di un'insenatura dai bassi fondali, al riparo dalla corrente principale del fiume, come porto. La sua posizione consentiva tanto l'approdo delle imbarcazioni che dall'Adriatico risalivano il corso del Po e poi del Mincio, quanto rapidi collegamenti via terra sia verso sud con Bologna e i principali percorsi transappenninici, sia verso nord con la valle dell'Adige e con quei percorsi pedemontani che dall'anfiteatro morenico del Garda conducevano a Brescia, Bergamo e Como e quindi ai valichi alpini. Proprio queste caratteristiche resero il Forcello un centro di primaria importanza nel quadro dell'occupazione etrusca della pianura padana e dei commerci tra Mediterraneo ed Europa continentale.

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