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Gli scavi del Settore B

Mursia-Settore B

Il >>Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna partecipa all’esplorazione del villaggio con gli scavi del settore B , il terrazzo immediatamente a monte della moderna strada perimetrale che attraversa l’abitato dell’età del bronzo.

La campagna di ricerche a Mursia, che segue il progetto pluriennale della Carta Archeologica dell’isola, è stata recentemente avviata con un intervento diretto dal Prof. Sebastiano Tusa della Soprintendenza del Mare di Palermo, ed ha come obiettivo l’esplorazione, il restauro e la valorizzazione del sito archeologico.

Lo scavo dell’Università di Bologna ha aperto un’area adiacente a quella scavata da Carlo Tozzi tra il 1967 e il 1971 con l’obiettivo di completare l’esplorazione di buona parte del terrazzo e indagare l’estremità meridionale del muro perimetrale.

La particolare posizione del settore B ci permette di affrontare le problematiche relative al passaggio tra area abitata, dirupo naturale e muro difensivo ed indagare le modalità di percorso all’interno di questa zona di abitato e di passaggio al terrazzo più basso verso il mare (settori di scavo A, D).

Tra i risultati più significativi delle campagne di scavo sono da annoverare la scoperta di numerose altre strutture residenziali e produttive, nonchè la ricostruzione della sequenza cronologica che comprende diverse fasi tra l’antica e la media età del bronzo. L'insediamento di Mursia rientra nell'ambito della cultura di Rodì-Tindari-Vallelunga, che è caratterizzata dalla presenza di una ceramica acroma con rari motivi incisi e con elaborate anse soprelevate e che è databile tra le fasi avanzate dell’età del Bronzo antica e l’inizio della media età del Bronzo (prima metà del II millennio a.C.).

Il settore B è posto immediatamente ad est della strada moderna (detta anche strada perimetrale dell’isola), costruita negli anni ’30 attraversando il villaggio dell’età del Bronzo e ampliando in parte un sentiero già esistente.

Esso è delimitato dalla scarpata naturale verso nord, nord-ovest e verso sud, sud-est, dove si rilevano le prime costruzioni artificiali di muri a secco, presumibilmente relative alla delimitazione del villaggio o alla sistemazione del bordo sulla scarpata, e dal gradino artificiale creato dalla costruzione della strada ad est. Verso est, il limite attuale è indicato da un poderoso muro di terrazzamento. I recenti scavi in corrispondenza della capanna B6 hanno permesso di dimostrare che la costruzione di questo muro, alto circa 3 m, è di età moderna e il notevole dislivello tra il terrazzo del settore B e quello più a monte è causato dal riporto di una notevole massa di terreno che va ad appoggiarsi al muro, coprendo gli strati di crollo della capanna.

Le strutture dell’età del Bronzo erano pertanto poste lungo il pendio continuo della colata lavica, senza differenziazioni a terrazzamento. Questo pendio si assottigliava e occupava una larghezza non superiore ai 10 metri, proprio in corrispondenza delle capanne scavate, mentre altrove era interrotto dalle ripide scarpate naturali.

Le denominazioni di Area Nord e Area Sud del settore B identificano le zone poste agli estremi rispetto allo scavo condotto da Carlo Tozzi negli anni ’60. Questo scavo rappresenta in parte una cesura nella documentazione delle fasi più recenti dell’abitato, poiché non sono note in pianta le evidenze murarie che sovrastavano il muro perimetrale originario delle capanne 1 e 2 , mentre si inserisce meglio nell’analisi dell’impianto architettonico delle prime fasi.

Gli abitanti del villaggio occuparono ed edificarono su questo terrazzo a partire dalla seconda fase insediamentale generale . Complessa è l’articolazione e l’evoluzione delle strutture, per cui si è ritenuto opportuno la suddivisione in sottofasi specifiche, che chiarifichino la situazione particolare all’interno di quella generale:

SETTORE B

  • FASE IIA : capanne ovali, seminterrate, disposte su file regolari, rappresentate dagli edifici B1-B4, B6, B9, B12-B14;
  • FASE IIB : ristrutturazioni con ampliamenti e rifacimenti murari, documentato solo per due ambienti B1 e B4 ;
  • FASE IIIA : realizzazione di grandi capanne a ferro di cavallo o ellittiche, B8 e B10 ;
  • FASE IIIB : ristrutturazione precedenti capanne con inserimento e/o aggiunta di strutture di forma sub-circolare, B7 , o quadrangolare, B5, costruite con alzato in elevato;
  • FASE IIIC : abbandono con fenomeni di risistemazione dell’area.
Da ciò si evince che fin dalla “colonizzazione” dell’area, l’impianto urbanistico era stato, in certo modo, pianificato e il terreno, soprattutto nella fase IIa, quasi lottizzato. In seguito, invece, queste strutture, così fitte e allineate in modo regolare, pare che lascino spazio a strutture ben più ampie e forse aperte, una sorta di recinti, che a loro volta lasciano il posto a capanne di ridotte dimensione e non omologate nella forma e nella disposizione.

In questa fase potrebbe, forse, essere inserita l’introduzione di corti aperte, piccoli cortili, individuati da piani pavimentali, scavati nella campagna di scavo 2005. Data la peculiarità di tutto il settore e delle capanne in esso contenute, si ritiene che la destinazione d’uso dell’area potesse essere di vocazione produttivo-artigianale e non residenziale.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:

ARDESIA V., CATTANI M., MARAZZI M., NICOLETTI F., SECONDO M., TUSA S. 2006 , Gli scavi nell’abitato dell’età del Bronzo di Mursia, Pantelleria (TP): Relazione preliminare delle campagne 2001-2005, in “Rivista di Scienze Preistoriche”, LVI, pp. 302-305.

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