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Lo studio della stratigrafia archeologica

Il diagramma stratigrafico (Harris matrix) (Harris E.C. 1979, Principles of Archaeological Stratigraphy, Academic Press, London) rappresenta, per usare le parole di A. Carandini, la "maggiore conquista dell'archeologia stratigrafica contemporanea" (Carandini A. 1991, Storie dalla terra. Manuale di scavo archeologico, Torino, p. 80) e la sua ideazione, avvenuta nel 1973 ad opera di E. C. Harris, segna, in archeologia, la chiusura della fase "wheeleriana" e, nello specifico della ricerca italiana, di quella "lambogliana", marcando il passaggio all'archeologia sul campo dei giorni nostri.

Le ricerche di R.M. Wheeler (fig. 1) a Maiden Castle, intraprese a partire dal 1934 (Wheeler R. 1943, Maiden Castle, Dorset in Report Res. Comm. Soc. Antiq. London, 12, Oxford University Press, Oxford), e quelle di N. Lamboglia (fig. 2) a Ventimiglia, località nella quale lo studioso ligure inizia a scavare nel 1938 (Lamboglia N. 1950, Gli scavi di Albintimilium, vol. I, Bordighera), si situano nel periodo immediatamente precedente l'avvento della moderna archeologia stratigrafica, periodo nel quale i due studiosi praticano ancora un'archeologia priva dell'insieme dei fondamenti teorici che costituiranno l'ossatura del metodo stratigrafico vero e proprio, sebbene già caratterizzata in nuce da molte delle indispensabili premesse che hanno condotto all'ideazione del matrix. In particolare, si fa qui riferimento all'adozione, da parte dello stesso Wheeler, della pratica di numerare gli strati archeologici, utilizzata dapprima solo sporadicamente, in seguito con sistematicità, proprio a partire dagli scavi del 1934 a Maiden Castle. La numerazione degli strati è sintomatica, infatti, della particolare attenzione che viene prestata, per la prima volta, all'interpretazione stratigrafica dello scavo ed alla necessità di una correlazione tra le unità della stratificazione (Harris 1979, op. cit., p. 13). Ciononostante, tali unità vengono studiate eminentemente in rapporto a quanto è visibile nelle sezioni, in linea con il metodo wheeleriano di scavo, che presuppone il risparmio di testimoni di terra tra un quadrato e l'altro che permettano, appunto, letture della stratificazione sulle pareti verticali di una sezione.

Si deve a K. Kenyon (fig. 3), allieva di Wheeler, la prima ideazione di un metodo di correlazione e periodizzazione che presenta le sequenze deducibili dalle sezioni sotto forma di una tabella nella quale le fasi riportate graficamente più in alto rappresentano gli episodi cronologicamente più recenti. Questo metodo costituisce un primo tentativo di analisi schematica della stratificazione.

Da queste premesse prende avvio la rifessione di Harris (fig. 4 - Photo: Urszula Kobylinska - licence: >>Creative Commons Attribution ShareAlike 2.5), che viene stimolata indubbiamente - come ammesso lo stesso studioso (Harris 1979, op. cit., p. 116) - dal concomitante incarico di proseguire la messa in fase dei dati provenienti dallo scavo di Lower Brook Street a Winchester (UK) in cui, dall'inizio delle ricerche, erano state documentate oltre diecimila unità stratigrafiche. Con l'invenzione del diagramma stratigrafico si assiste, come sottolinea D. Manacorda, al definitivo ingresso della dimensione temporale nella documentazione archeologica (Manacorda D. 1983, Introduzione, in Harris 1983, traduzione italiana di Harris 1979, op. cit., Roma, p. 9); per tale motivo questo strumento diviene essenziale per la definizione della sequenza stratigrafica che si pone a monte dell'interpretazione storica. Oltre a ciò, l'utilità del diagramma nella sistematizzazione e nella programmazione delle ricerche (Manacorda 1983, op. cit., p. 10) ne ha decretato il successo, testimoniato dalla generale adozione cui è progressivamente andato incontro.

La natura di strumento finalizzato alla determinazione di una cronologia relativa rende in definitiva il matrix l'indispensabile base di partenza dalla quale devono prendere le mosse tutte le altre analisi, in particolare la definizione di gruppi di unità (fasi e periodi) e l'analisi dei reperti (Harris 1979, op. cit., p. 111). E' necessario sottolineare, infatti, che (Harris 1979, op. cit. p. 92):

...le sequenze stratigrafiche sono costruite senza alcun riferimento ai materiali contenuti negli strati e nessun risultato proveniente dallo studio dei manufatti può cambiare i rapporti stratigrafici osservati in queste sequenze.
La datazione assoluta che può essere ricavata dall'analisi dei reperti deve consentire di agganciare una sequenza relativa astratta, come quella rappresentata dal diagramma, alle coordinate temporali assolute della storia. Non è possibile, pertanto, affrontare la redazione di un matrix senza aver chiarito in via preliminare tutte le incongruenze eventualmente presenti nelle schede realizzate per ciascuna unità. Tale esigenza, del resto, è stata già sperimentata sulla propria pelle da parte dello stesso Harris, il quale afferma che, durante i primi tentativi di applicazione della propria metodologia a Winchester, alcuni dei problemi stratigrafici che si evidenziavano erano la conseguenza proprio di una documentazione incompleta o confusa (Harris 1979, op. cit., p. 118). Un diagramma stratigrafico esaustivo ed ineccepibile, infatti, costituisce il fondamento per la realizzazione di corrette piante composite o di periodo che si basano in maniera sostanziale su un sua corretta lettura e messa in fase (Carandini 1991, op. cit., p. 85 e pp. 119-124).

Nel corso degli anni sono state messe a punto schematizzazioni alternative al diagramma di Harris, come, per esempio, il diagramma di Carver (fig. 5)(si veda, per esempio, Carver M. 1990, Digging for Data: Archaeological Approaches to Data Definition, Acquisition and Analysis, in Lo scavo archeologico: dalla diagnosi all'edizione. Francovich R., Manacorda D. (eds.) in Quaderni del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti, Sezione Archeologica, 45, pp. 45-110, Università di Siena, Firenze, pp. 96-100), che tuttavia non hanno goduto della medesima generale adozione.

Approfondimenti

Alcuni riferimenti per approfondire il tema dello studio della stratigrafia archeologica sono le dispense del corso della Prof. M. Medri, scaricabili alla pagina >>http://www.archeologiametodologie.com/lezioni/lezioni.htm

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