L’applicazione dei computer all'analisi delle sequenze stratigrafiche ebbe inizio con l'elaborazione di
Strata, un software sviluppato da
J. D. Wilcock nel 1975 (J. D. Wilcock, 1975,
Archaeological Context Sorting by Computer, in Laflin, S. (ed.), Computer Applications in Archaeology 1975, University of Birmingham Computer Centre, Birmingham, pp. 93 – 97) che dimostrò come si potesse automatizzare l'elaborazione della sequenza stratigrafica.
Nel 1985 in occasione della
CAA Conference ((Computer Applications and Quantitative Methods in Archeology, organizzazione internazionale con lo scopo di unire archeologi, matematici e informatici favorendone la comunicazione interdisciplinare), furono poste le basi per successivi sviluppi. J. G. B. Haigh portò una visione matematica alla formulazione della sequenza degli strati, paragonando il problema all'ordinamento di un insieme parzialmente ordinato (J. G. B. Haigh, 1985,
The Harris Matrix as a Partially Ordered Set, in Webb, E. (ed.), Computer Applications in Archaeology 1985, University of London Institute of Archaeology, London, pp. 81 – 90).
N. Ryan arrivò ad una conclusione simile, ma da una prospettiva computazionale: osservò che il programma
tsort (topological sorting) di Unix veniva utilizzato per risolvere problemi simili, nello specifico, l'ordinamento dei contenuti di un’organizzazione gerarchica di file (N. Ryan, 1985,
Some Thoughts on an Archaeologist’s Toolkit, in Webb, E. (ed.), Computer Applications in Archaeology 1985, University of London Institute of Archaeology, London, pp. 126 – 132).
Successivamente,
B. Alvey presentò il suo programma
Hindsite che utilizzava AutoCAD per legare tra loro i singoli strati con una rappresentazione delle relazioni tra livelli: era il 1989 (B. Alvey, 1989,
Hindsite, pag. 4 – 5, Archaeological Computing Newsletter, 19).
Alla CAA Conference del 1990 furono proposti nuovi approcci al problema.
R. Boast e
D. Chapman (1991) presentarono una soluzione basata su query SQL che, considerando i vari strati all'interno di una matrice, potesse determinare l'adiacenza stratigrafica tra i diversi livelli (R. Boast and D. Chapman, 1991,
SQL and Hypertext Generation of Stratigraphic Adjacency Matrices, Lock, G. & Moffett, J. (eds), Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology 1991, Tempus Reparatum, Oxford, pp. 43 – 51).
Sempre nel 1991
B. Desachy e
F. Djindjian discussero un nuovo metodo per l'analisi stratigrafica, nella fattispecie un semplice algoritmo di ordinamento (B. Desachy and F. Djindjian, 1991,
Matrix Processing of Stratigraphic Graphs: a New Method, in Lock, G. & Moffett, J. (eds) 1992. Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology 1991, Tempus Reparatum, Oxford, pp. 29 – 37).
J. Hugget e
M. Cooper, invece, proposero una sintesi dello stato dell'arte e discussero diversi approcci pratici per la rappresentazione al computer dello spazio nell'archeologia urbana (J. Huggett and M. Cooper, 1991,
The computer representation of space in urban archaeology, in Lock, G. & Moffett, J. (eds) 1992. Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology 1991, Tempus Reparatum, Oxford, pp. 39 – 42).
I. Herzog e
I. Scollar giunsero invece ad un sistema completamente automatizzato per produrre diagrammi stratigrafici (I. Herzog and I. Scollar, 1991,
A New Graph Theoretic Oriented Program for Harris Matrix Analysis, in Lock, G. & Moffett, J. (eds) 1992. Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology 1991, Tempus Reparatum, Oxford, pp. 53 – 59).
Nel 1998
N. Ryan sviluppò un sistema interattivo chiamato
Gnet in grado di produrre un diagramma stratigrafico in maniera automatizzata, e fornendo la possibilità di interagire e di esplorare il diagramma stesso (N. Ryan, 2001,
Jnet: a successor to Gnet).
Lo sviluppo e la ricerca di nuove applicazioni sempre più complete e automatizzate che, grazie anche alle nuove tecnologie, permettano la gestione di svariate istanze si è protratta fino ad ora.
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